mercoledì, dicembre 06, 2006

Backgammon

Grazie al commento di Vero nel mio post precedente, mi sono ricordato della pioggia e del backgammon.
Spesso a Copenhagen piove, e quando piove io mi chiudo in un cafè. Ce n'è uno molto accogliente, che si chiama KulKafè.
Entri ed è tutto di legno, le fodere delle sedie o delle panche sono verdi, di velluto, le luci dorate e i clienti silenziosi. Fuori, chiaramente si sente la pioggia, e poco più, visto che il posto si trova in una stradina secondaria poco trafficata; dentro si beve il caffè e si gioca a backgammon. Il piano su cui giocare è il tavolino stesso, basta farsi dare i dadi dal barista e si incomincia a giocare bevendo il caffè.

Quando piove io mi ricordo del backgammon, dei dadi e del caffè. Una cosa che mi ha colpito: ho visto "Coffee & Cigarettes" di Jim Jarmusch. Il contesto è fondamentalmente il solito: bar, sigarette, caffè e tavolo (o tovaglia) a scacchi.

Ho vissuto anche il mio "Coffee & Cigarettes", quindi, solo che al posto degli scacchi c'erano dei triangoli bianchi e neri.

Magari il backgammon è una scacchiera deformata quando la si guarda attraverso la pioggia.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando a Copenaghen ho visto la sirenetta mi e' venuta in mente Vada. Se guardi il mare sembra quasi bello, poi ti volti e ci sono le ciminiere della Solvay. Cosi' quella sirenetta, cosi' piccola rispetto a quella che ti sembra di vedere al TG quando parlano di Copenaghen, e' rinchiusa tra il mare ed il porto industriale. Bisogna volgere lo sguardo da una parte sola. Pero' c'e' un problema: se pesti una ca'ata puzza anche se fai finta di nulla e ti giri indifferente. E questa e' filosofia!
Vero

Amo le Danesi ha detto...

sai cosa? io non l'ho mai vista la sirenetta in 2 anni... merita? o devo evitare le caate?

Anonimo ha detto...

Evita. Soprattutto evita le ca'ate.