mercoledì, settembre 06, 2006

sguardi e mutande.

io stavo assieme ad una ragazza danese, di Copenhagen, che per vivere vendeva tipo cazzate da zero corone: forbici, elastici, candele, piatti. Di quei negozi tutto a mille lire. Aveva 21 anni e io 20 e stavo compiendo il mio dovere di abroad student; Annike è proprio bella, anche oggi, a distanza di anni. Io amo le danesi.
Un giorno facevo una cosa un pò proibita con delle cartine e del tabacco e del polline chiaro chiaro, roba leggera, un aperitivo.
Lei si affaccia alla porta della camera e mi vede che stavo facendo quello che stavo facendo, rollavo un canutete leggerino, uno snack. Lei amava l'erba, quella odorosa di danno cerebrale. Mi guarda di traverso, mi diceva, con gli occhi, con lo sguardo:
"Sei un pischello, fatti una cosa seria, bimbetto che non sei altro!".
Io ricambio lo sguardo e le dico, in inglese (ovviamente, il danese è troppo arduo):
"Vedi Anni, gli sguardi sono come le mutande, a volte le indossi perchè ci sono occasioni speciali per cui un modello è più indicato rispetto ad un altro. A volte indossi sguardi perchè in quel momento altri tipi di sguardi sarebbero poco indicati. Se ti metti un perizoma o una mutandona, c'è una bella differenza, sia per quello che vuoi comunicare sia per quello che vuoi che chi ti sta davanti deve intendere. Allora, non mi guardare con quegli occhi e non indossare quel tanga. Se mi devi guardare così mettiti i mutandoni: sei disallineata"

Gli sguardi sono come le mutande, appena te le togli riveli la Verità.
Amo le danesi, d'altronde.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ganzo. Vero