mercoledì, settembre 20, 2006

Le cose cambiano

il 18 Settembre 1970 moriva James Marshall Hendrix, soffocato dal suo vomito.
Aveva 27 anni e una genialità spropositata. Tanti che suonano uno strumento devono aver sentito dire che Hendrix è stato il più grande chitarrista di sempre; però proprio pochi ci credono veramente, perchè solo pochi possono capire davvero che cosa è stato il fenomeno Jimi.
Accordi, assoli, brani, testi, arrangiamenti e quella timidezza di fondo che scoprivi quando chiudeva gli occhi prima e durante un solo.

Ora, in giorni in cui esiste solo il singolo come fenomeno, percui non capiamo che la musica che ci piace è stata studiata a tavolino, giorni in cui scarichiamo un brano solo per quella sua singolarità intrinseca (del disco non ci frega niente, neanche proviamo a sentire gli altri pezzi), in questi giorni sarebbe inutile che ci fosse un talento come quello.
I talenti di adesso sono i produttori: genialità che scavano in algoritmi psico-musicali, si dibattono in scelte mirate di marketing percui, alla fine, tu ascolti quello che loro vogliono che tu ascolti.
Il brutto è che ti senti il solito indipendente, la solita persona al di sopra delle mode. Invece le calchi in pieno, le raccogli e ti appartengono (o tu a loro?). E se scarichi quel brano, perchè non ti impegni a sentire anche gli altri dello stesso lp? Non è che ti manca tempo, ti manca solamente iniziativa, perchè te l'hanno tolta.
Siamo nei giorni del take away. Mi porto via cosa mi serve, quello che non mi serve e quello che non so a cosa serva.
La musica è solo il fenomeno più evidente, perchè è la colonna sonora dei tempi.

Molti mi dicono che leggo libri strani ("ma dove trovi questi libri? Come li conosci?").
Li conosco dopo che gli ho letti, li trovo nelle librerie, nascosti sotto gli imballaggi del "Codice da Vinci".
Lo faccio apposta, esco dal mainstream, per un secondo, e poi ci torno subito dentro, non posso non appartenere alla corrente, sono figlio del mio tempo, d'altronde.

Ora mi rimetto ad ascoltare Hendrix, in particolare Crosstown Traffic, 1983 e forse, se non bussa alla mia porta un impegno, mi sparo tutto Axis:bold as love.

Le cose cambiano e restano le stesse: un do è un do. Hendrix te lo regalava, ora te lo vendono.

lunedì, settembre 18, 2006

to you, anni

You'll never see the courage I know
Its colors' richness won't appear within your view
I'll never glow the way that you glow
Your presence dominates the judgements made on you
But as the scenery grows, I see in different lights
The shades and shadows undulate in my perception
My feelings swell and stretch, I see from greater heights
I understand what I am still too proud to mention to you
You'll say you understand, but You don't understand
You'll say you'd never give up seeing eye to eye
But never is a promise, and you can't afford to lie

is it ok?

giovedì, settembre 14, 2006

il meraviglioso mondo di Roskilde -pt 1

Una avventura meravigliosa. Il Festival di Roskilde è un mondo a parte, dove miliardi di persone si danno appuntamento per circa 5-10 giorni tra giugno e luglio. Io ci sono stato nel 98, insieme a 3 amici.
E' un mondo meraviglioso, fatto di tende, moussaka, noodles, birra, droga ma soprattutto musica pompata in tutti i modi.
E quindi non dormi mai, te ne vai sempre a giro in mezzo a paradisi biondi e rossi, dagli occhi di cristallo o di smeraldo, sudando sotto i palchi o in mezzo alla gente. Io ci torno nel 2007, per forza.

Te che fai?

martedì, settembre 12, 2006

La prima volta in Danimarca

Appena sono sceso dal treno mi sono innamorato di almeno 40 ragazze che camminavano davanti a me, e di fianco.

lunedì, settembre 11, 2006

Kærlighedlighed Annike


belli i dEUS eh? Prima che "Little Arithmetics" venisse sputtanata era una canzone nostra. Poi addirittura l'hanno ficcata in quel filmaccio con Muccino che ha 18 anni e non sa che ne sarà di lui...

Però noi l'abbiamo ascoltata per primi, appena uscì il disco, Worst Case Scenario, il loro primo disco. E tu dicesti: "this song means to me something about you..mm..maybe...Kærlighedlighed...".

Quando finalmente ci si rivede, ti regalo il 4° disco dei dEUS, passa il tempo.

venerdì, settembre 08, 2006

Stereo Bar

Una sera di settembre inoltrato io e la mia ragazza, Annike, Anni per gli amici, Nike per gli sportivi, andammo allo Stereo Bar, Copenhagen centro. Che bello, stile retrò, con sottofondo drum & bass, quando non hip hop stiloso, coolish.
Io mi ero portato il basso elettrico nella custodia a tracolla, per vedere se raccattavo una session e qualche mancia. Lo Stereo Bar ha diversi dj resident, il migliore è Malik, un orco nigeriano figlio della d&b di Detroit. Quando suona lui, mi attacco all'impianto e jammiamo turntables+basso.

C'ho tirato su, al cambio, in meno di 2 ore, circa 110 euro. Quello che non sapevo è che almeno 80 me li aveva regalati una tardona di 45 anni che sperava in un gone wild after party da parte del sottoscritto; quello che la tardona non sapeva è che io amo le danesi, ma non tardone. E poi c'era Annike, d'altronde.

giovedì, settembre 07, 2006

Places & Faces

Seattle, San Antonio, San Francisco, Austin, New Orleans, Denver, Houston, Corpus Christi, St. Louis, Betty, Las Vegas, San Diego, New York, Orlando, Kissemee.
Parigi, Berna, Lugano, Chiasso, Vienna, Praga, Londra, Berlino, Amburgo, Monaco, Budapest, Barcellona, Siviglia, Copenhagen, Roskilde, Rosenheim, Heidelberg, Oslo, Tromsoe, Stoccolma, Goteborg.
Bombay, Mosca, Città del Messico, Bahia, Rio de Janeiro, Goa.

poi:

Annike, Nadja, Dorian, Darius, Dani, Timo, Paola, Mikail, Renè, Richard, Raul, Abdu, Kim, Amy, Peter, Micheal, Olaf, Enrico, Samantah, Savannah, Lucius, Katia, Anna, Cecil, Jole, La Renne, Rada, Emily, Chandra, Parminder, Chris, JD, Julian, Hal, Sandro, Emiliano, Swabble, Uncle John, Preston, Tilda, Simone, Cat, Eva, Federica, Federika, Fransiska.

conclusione:

I've been so many places
I've seen so many faces
but nothin' ain't true like amo le danesi

mercoledì, settembre 06, 2006

Fiona Apple è danese


Fiona Apple è danese, per forza. Ora ascolto la versione che ha fatto di "Across the universe" dei Beatles, che risale a un pò di tempo fa.
Lei mi è sempre piaciuta, sia per i testi che per la musica, si è sempre affiancata a gente brava, tipo il produttore Jon Brion, che però ha dato forfait per "Extraordinary machine", l'ultimo disco. Esiste una versione di questo disco con l'impronta di Brion ed è molto più bello di quello ufficiale.
Però Fiona Apple è proprio una interessante. Sofferente ma buffa, spigolosa con occhioni acquosi, tipo un gatto costipato: ti guarda con gli occhioni, ma se ti avvicini graffia.

E' per forza danese, sicuramente. Io l'adoro, la amo e io Amo le danesi.
Aristotelico.

sguardi e mutande.

io stavo assieme ad una ragazza danese, di Copenhagen, che per vivere vendeva tipo cazzate da zero corone: forbici, elastici, candele, piatti. Di quei negozi tutto a mille lire. Aveva 21 anni e io 20 e stavo compiendo il mio dovere di abroad student; Annike è proprio bella, anche oggi, a distanza di anni. Io amo le danesi.
Un giorno facevo una cosa un pò proibita con delle cartine e del tabacco e del polline chiaro chiaro, roba leggera, un aperitivo.
Lei si affaccia alla porta della camera e mi vede che stavo facendo quello che stavo facendo, rollavo un canutete leggerino, uno snack. Lei amava l'erba, quella odorosa di danno cerebrale. Mi guarda di traverso, mi diceva, con gli occhi, con lo sguardo:
"Sei un pischello, fatti una cosa seria, bimbetto che non sei altro!".
Io ricambio lo sguardo e le dico, in inglese (ovviamente, il danese è troppo arduo):
"Vedi Anni, gli sguardi sono come le mutande, a volte le indossi perchè ci sono occasioni speciali per cui un modello è più indicato rispetto ad un altro. A volte indossi sguardi perchè in quel momento altri tipi di sguardi sarebbero poco indicati. Se ti metti un perizoma o una mutandona, c'è una bella differenza, sia per quello che vuoi comunicare sia per quello che vuoi che chi ti sta davanti deve intendere. Allora, non mi guardare con quegli occhi e non indossare quel tanga. Se mi devi guardare così mettiti i mutandoni: sei disallineata"

Gli sguardi sono come le mutande, appena te le togli riveli la Verità.
Amo le danesi, d'altronde.

martedì, settembre 05, 2006

Yo, denska

Se scendi dalla stazione di Copenhagen e fai un giro a 180° con lo sguardo, anche tu, donna o uomo, amerai le danesi.